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Il crono cinema di Nolan

28 Gen

Se c’è un regista che ha fatto del tempo un elemento cardine della sua cinematografia, quello è certamente Christopher Nolan, visionario autore di film che hanno segnato la storia del cinema, come Memento, Inception e Interstellar, nonché la trilogia del Cavaliere Oscuro, alias Batman. Un regista che è andato oltre gli avanti e indietro narrativi, tipici del cinema post moderno, come accade per esempio in Pulp Fiction di Tarantino, in cui lo spettatore deve ricostruire il filo narrativo. Nelle sue pellicole i piani temporali si intrecciano: in Memento partiamo dalla fine e ricostruiamo gli eventi a ritroso. In altri si viaggia avanti e indietro in un tempo che diventa elemento fluido, in cui lo spettatore a volte perde l’orientamento, anche per volontà del regista stesso. Come succede nel suo ultimo enigmatico film Tenet, che Andrea Chimento, ideatore e direttore responsabile del sito Longtake.it, docente di Istituzioni di Storia del Cinema presso l’Università Cattolica di Milano, ci aiuta a decifrare: “Tenet è l’undicesimo film di Nolan. Undici è un numero palindromo, letto in senso inverso mantiene immutato il significato. Anche Tenet è un titolo palindromo. È un film che va avanti nel tempo, poi a un certo punto torna indietro. Ci si smarrisce facilmente, ma Nolan ci invita anche un po’ a perderci. C’è una frase nel film in cui si dice ‘non cercare di comprenderlo. Vivilo, sentilo (feel it)’”. Ed è in questo lungometraggio che la classica battuta ‘sincronizziamo gli orologi’ assume un significato potenziato. Qui i segnatempo hanno infatti un ruolo narrativo: circa mezzora prima della fine i personaggi vanno a sincronizzarli ed è come se sincronizzassero le loro menti. In un caos temporale in cui si risale solo attraverso l’amore, l’altro grande tema del cinema di Nolan, sotteso in quasi tutti i suoi film, anche quelli di fantascienza. Gli orologi attraverso cui ricostruiamo meglio la trama sono modelli realizzati da Hamilton. Non orologi preesistenti che appaiono nelle scene, bensì segnatempo creati apposta all’interno della divisione di Swatch Group dedicata al mondo del cinema, in un processo di sviluppo tecnico, test di qualità e produzione durato quasi due anni.

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Quello tra il brand e Hollywood è un legame consolidato: dal lontano 1932, quando il primo orologio compare nel grande classico Shanghai Express, con Marlene Dietrich, sono passati oltre 80 anni, con più di 500 apparizioni (tra cui 2001 Odissea nello spazio, The Martian, Independence day – Rigenerazione e Man in Black). Nel corso del tempo si è passati da un semplice product placement a un vero e proprio ruolo all’interno della storia narrata. Anche grazie all’impegno del marchio che, conservando il suo spirito americano, ma con la precisione svizzera, collabora fianco a fianco degli scenografi e dei registi per realizzare orologi unici. Come nel caso di Christopher Nolan e del suo capo scenografo Nathan Crowley, con i quali Hamilton aveva già collaborato su un precedente film, Interstellar (2014), che rappresenta il punto di svolta per il ruolo dei segnatempo nel cinema. È qui che per la prima volta gli orologi hanno un significato narrativo all’interno della trama. I due protagonisti, l’astronauta-padre Matthew McConaughey e la figlia dodicenne, Murph, promessa della matematica, comunicano attraverso due orologi identici, con cui il padre, dallo spazio, manda un messaggio in morse attraverso la lancetta dei secondi alla figlia, sulla Terra. E se “Nolan è il regista più importante nell’ambito del cinema contemporaneo per quanto riguarda la modellazione temporale”, come sottolinea Andrea Chimento, attraverso Tenet e il suo regista Nolan, Hamilton consolida il suo ruolo di “the movie brand”.

Christopher Nolan

Nato a Londra nel 1970, Christopher Nolan è un regista, sceneggiatore e produttore britannico ricercato, uno dei più apprezzati da critica e pubblico. Il suo primo film, Following, è del 1998, ma è con Memento, nel 2000, a budget molto basso ma rilievo molto alto, che la sua carriera si impenna. Arriva a dirigere Al Pacino nel successivo Insomnia e, tre anni più tardi, una trilogia importante, quella del Cavaliere Oscuro, che lo porterà ad avere incassi da record. Ama temi psicologici come la natura della memoria, l’identità personale, il confine tra la realtà e la sua percezione individuale, e lo fa attraverso sceneggiature studiate per anni e una narrazione non lineare, in cui le alternanze temporali sono sempre centrali, come in Inception, Interstellar e nell’ultimo nato, Tenet.

Articolo scritto da: Samuela Urbini

L’articolo è stato pubblicato su Il Corriere della Sera – Orologi del dicembre 2020

Hayden Panettiere diventa Amanda Knox

4 Gen

Che dovesse entrare nel mondo dello spettacolo, era scritto nel suo destino. A soli 11 mesi, infatti, Hayden Panettiere era già stata introdotta nel mondo delle pubblicità dalla madre Lesley Vogel, lei stessa con esperienze di recitazione all’attivo in alcune soap opera. A solo 22 anni, dunque, l’attrice diventata famosa come cheerleader nella serie tv di fantascienza Heroes, trasmessa negli Usa dal 2006 al 2010 (in Italia dal 2007), ha già alle spalle una carriera fitta di esperienze televisive e cinematografiche.

L'articolo su Hyden Panettiere, pubblicato su ON di novembre 2011

Quest’anno l’abbiamo vista nel quarto capitolo della saga Scream, un “metahorror”, ovvero un film horror che fa satira sui cliché degli horror del passato, per esempio NightmareHalloween, la notte delle streghe. Scream 4, diretto dal maestro della suspense Wes Craven, riunisce il trio originale di protagonisti, Neve Campbell, Courteney Cox e David Arquette, ma conta anche su un gruppo di nuovi attori di talento, tra cui appunto Hayden, che interpreta Kirby, una ragazza dura, sveglia, senza peli sulla lingua, appassionata di cinema.

Un film franchise che ha portato molta notorietà alla Panettiere, che quest’anno era già stata protagonista di un discusso film per la TV, uscito a febbraio negli Stati Uniti. Si tratta di Amanda Knox: Murder on Trial in Italy, una ricostruzione dei fatti e del processo per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa assassinata a Perugia nella notte tra l’1 e 2 novembre del 2007, per il quale sono stati condannati in primo grado Amanda Knox e l’ex fidanzato Raffaele Sollecito, che hanno scontato quasi quattro anni di carcere prima di venire assolti, lo scorso 3 ottobre, nel processo d’appello. La Panettiere assomiglia molto ad Amanda Knox e risulta molto credibile in questo film, in occasione del quale ha dichiarato: “Voglio che Amanda esca di prigione e che possa vivere il resto della sua vita. A lei do tutto il mio sostegno. Abbiamo vissuto vite diverse”, ha ammesso, “ma siamo entrambe giovani, e io mi preoccupo per lei”. Negli Usa, infatti, si è sempre creduto che la Knox fosse innocente.

Nel passato televisivo di Hayden ci sono anche quattro anni (1996-2000) nella soap opera Sentieri, dove la ragazza era Lizzie Spaulding, una giovane che nella fiction doveva affrontare una dura battaglia contro la leucemia. Nel mondo cinematografico, la Panettiere ha iniziato la sua carriera di attrice prestando la voce per il film di animazione A Bug’s
Life-Megaminimondo (1998) e, in seguito, anche per Dinosauri (2000). In seguito è apparsa nei film Il sapore della vittoria, Quando meno te l’aspetti, Striscia- Una zebra alla riscossa, Ice Princess – Un sogno sul ghiaccio, Ragazze nel pallone – Tutto o niente, per citare i principali.

Nonostante il suo aspetto da bambolina bionda con gli occhi azzurri, vi stupirete scoprendo che la ragazza è stata anche

Hayden Panettiere salva le balene e i delfini

L'impegno animalista di Hayden Panettiere

arrestata. Sono state le autorità giapponesi a farlo, perché Hayden è un’attivista animalista, tanto da essere diventata portavoce della campagna della Whaleman Foundation, un’organizzazione di ricerca e di salvaguardia che si occupa di proteggere e preservare delfini, balene e il loro habitat oceanico. Da quando ha avuto questo incarico, è stata a Washington per incontrare i membri del Congresso, è stata invitata alla International Whaling Conference in Portogallo
ed è apparsa in The Cove, un documentario bellissimo del 2010, vincitore di un premio Oscar, che parla del massacro di delfini che avviene ogni anno nella baia di Taiji, in Giappone. Proprio durante una delle campagne per liberare e salvare questi delfini, nel 2006 la Panettiere fu arrestata. Tutte le sue iniziative ecologiste si possono vedere sul sito www.savethewhalesagain.com.

Quando non recita, Hayden ha molti hobby, tra cui quello di cantare, ballare, andare a cavallo, suonare il pianoforte ed

il gigante e la bambina, hayden panettiere. foto: thanks to Just Jared

Hayden Panettiere e l'ex boyfriend, il boxeur ucraino Wladimir Klitschko

esercitarsi nel karate e nella boxe. Quest’ultima passione è nata anche per via del fidanzamento di due anni con il campione del mondo dei pesi massimi, il possente ucraino Wladimir Klitschko. Ora si sono lasciati, ma la coppia
era fotografatissima: la 22enne alta un metro e 57 centimetri sembrava davvero una miniatura accanto al gigante boxeur 35enne, alto 1,99 metri. Ma ad Hayden gli sportivi devono andare particolarmente a genio: ora è fidanzata con il giocatore di football americano Scott McKnight.

Tornando alla sua carriera, al momento la Panettiere sta girando due film, la cui uscita non è ancora programmata in Italia. Ed è sempre impegnata sul fronte sociale: sta dando il suo contributo per far sì che il District of Columbia, dove si trova la capitale americana Washington, diventi uno Stato Federale, con i suoi rappresentanti in Congresso. Il sindaco della città, Vincent C. Gray, le ha riconosciuto il merito, proclamando un “Hayden Panettiere Day”. Per il suo impegno civile, la Panettiere è recentemente stata definita la nuova Jane Fonda. Chissà se arriveranno anche per lei due Oscar…

 

Articolo scritto da: Samuela Urbini

Per vedere l’articolo sull’attrice Hayden Panettiere pubblicato su ON di novembre 2011: ON novembre 11 Hayden Panettiere

L’Opera e il Balletto al cinema

15 Apr

L’idea è ghiotta: portare nei cinema sotto casa le grandi opere liriche e i migliori balletti dei più grandi teatri internazionali. In che modo? Sfruttando le nuove tecnologie del digitale e il 3D, via satellite si può essere seduti sulla poltrona del cinema e vivere in diretta la prima del Teatro alla Scala di Milano, oppure l’ultimo balletto del Bolshoi, o dell’Opéra de Paris. Certo, non è come essere veramente a teatro, chi ha la possibilità di andarci continuerà a preferire
l’esperienza diretta. Ma tutti quelli che non hanno mai visto un’opera o le grandi étoile in vita loro, trovano in questo nuovo trend il modo ideale per recuperare. Perché grazie ai sistemi audio e video delle sale che aderiscono, sarà come essere seduti a Parigi o a Mosca, ma in prima fila, non dalle balconate dove occorre il binocolo per vedere qualcosa.

ON Aprile 2011

L’idea è già una realtà consolidata in altri paesi, per esempio in Francia, mentre in Italia i pionieri sono due società: Microcinema e Nexo Digital. La prima è un network di sale digitali che ha sperimentato con La Traviata di Zeffirelli questo nuovo modo di utilizzare le sale nel 2007, ottenendo subito grandi apprezzamenti. E ha poi continuato su questa strada proponendo un cartellone di eventi in alta definizione digitale live, ma anche registrati, delle principali produzioni liriche italiane e internazionali. Il plusvalore etico di questa società è che ha fornito anche a sale parrocchiali o piccole sale d’essai che rischiavano la chiusura dei sistemi di sala che permettono di proiettare film ed eventi in alta definizione. Oggi il suo network digitale satellitare conta 150 sale. Ad aprile si vedranno l’Anna Bolena di Gaetano Donizetti, dalla Wiener Staatsoper di Vienna (5 aprile ore 19) e Il barbiere di Siviglia, di Gioacchino Rossini, dal Teatro Regio di Parma (26 aprile ore 20). Nexo Digital oltre alle opere, ha un programma di balletti d’eccezione, sui quali stanno avendo ottime risposte da parte del pubblico, che per esempio non ha lasciato nemmeno un biglietto libero per Gisèle, lo scorso dicembre. Segnatevi in agenda domenica 29 maggio: avrete l’occasione di scoprire le emozioni del corpo di ballo del Bolshoi, in diretta live da Mosca, che si esibirà in una Coppélia che lascerà a bocca aperta.

Articolo scritto da: Samuela Urbini
Clicca qui per vedere l’articolo pubblicato su ON di aprile 2011: ON Aprile_rubr Cinema
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