About me

Mi chiamo Samuela Urbini e da oltre 15 anni lavoro con le parole per raccontare ritagli di mondo, composti da accadimenti e persone, e dalle storie che si portano addosso. Quale che sia l’argomento, avendo il privilegio di ascoltare un racconto, sento il dovere di restituire a chi legge quella sfumatura di sé che il narratore ha regalato a me, con autenticità.

Scrivo e ho scritto sia per il web sia per la carta stampata, per i maggiori editori italiani (Hachette Rusconi, Rcs, Mondadori, Class Editori) ma, oltre alla stesura di articoli, dicono che sia portata per lavorare in team e per l’organizzazione redazionale, lavoro che ho fatto per lungo tempo, e faccio ancora.

Ci sono tre cose in cui credo particolarmente: il potere creativo della curiosità, la determinazione e la flessibilità, della mente e del corpo.

Qui trovate le mie principali esperienze lavorative, mentre di seguito ho montato alcuni passi tratti da libri e film che amo e che raccontano qualcos’altro di me, per chi fosse interessato. E che potete divertirvi a indovinare, visto che cito non citando, perché in questa sede l’importante è quello che si dice, non chi lo ha detto. E perché io non ne ricordo una, a memoria. Però le scrivo…


Non mi meraviglierò se chi leggerà questa storia non crederà a ciò che riferisco; specialmente coloro che non hanno viaggiato, perché chi ha visto poco non crede molto, mentre chi ha visto molto crede di più. Io mi guardo bene dall’entrare in una città che è tutta di metallo compatto. Noi abitatori del fluido visitiamo solo gli elementi che scorrono e si mescolano. Non possedere nulla mi fa sentire libera. Quando possiedi qualcosa, quel qualcosa possiede te. Chiede in cambio la tua aria. Già. C’è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli. Per esempio: come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono? Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, conta in realtà di un sol momento: il momento in cui l’uomo sa per sempre chi è. Ognuno deve trovare la propria realizzazione. Nessun maestro può dartela. E finirai per trovarla, la via, se prima hai il coraggio di perderla.

Le montagne, come il mare, ricordano una misura di grandezza dalla quale l’uomo si sente ispirato, sollevato. Quella stessa grandezza è anche in ognuno di noi, ma lì ci è difficile riconoscerla. In fondo, basta amare un essere con tutto il cuore, perché tutti gli altri ci sembrino degni d’amore. Perché non esistono lupi cattivi. Esistono solo lupi tristi. E quello che distingue le persone le une dalle altre è la forza di farcela, o di lasciare che sia il destino a farla a noi. In questo momento, qualche povero diavolo è uscito per fare due passi. Una rarità. Un eccentrico. Gente che ama fare lunghe passeggiate all’alba, per il gusto di camminare o perché soffre d’insonnia. Infatti, se avessi da vivere venti ore soltanto, vorrei impiegarne 18 per sognare.

And finally, a couple of quotations also for English and German speaking people: I do love your languages.

I’m looking for the face I had before the world was made. On bended knee is no way to be free / Lifting up an empty cup, I ask silently / All my destinations will accept the one that’s me / So I can breathe. If you can fill the unforgiving minute, With sixty seconds’ worth of distance run, Yours is the Earth and everything that’s in it, And – which is more – you’ll be a Man, my son!

Einmal ist keinmal, aber wir, die an steigendes Glück denken, empfänden die Rührung die uns beinah bestürzt, wenn ein Glückliches fällt.

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