Archivio | settembre, 2011

Diabolika passione

27 Set
la macchina di diabolik

La Jaguar E-Type era la macchina di Diabolik

Persino Enzo Ferrari dichiarò che era la macchina più bella del mondo. E non parlava di una supercar del Cavallino Rampante, bensì di una macchina inglese, la mitica Jaguar E-Type. Che quest’anno compie 50 anni che la Casa britannica (a dire il vero oggi proprietà dell’indiana Tata…) celebra con un bellissimo coffee-table book, un libro che è un oggetto da collezione esso stesso, intitolato E-Type – 50 years of a Design Icon (vedi riquadro sotto).

Già, perché la E-Type è davvero un’icona del design, un po’ come la Vespa nel campo delle due ruote. Un’auto rivoluzionaria lanciata al Salone di Ginevra nel 1961 e ben presto diventata simbolo della Swinging London, la Londra della rivoluzione culturale e dei Beatles (George Harrison ne possedeva una, così come la leggenda del calcio George Best). E protagonista di una innumerevole serie di film degli anni 60 e 70, oltre che amata e guidata da star del cinema di allora, come Brigitte Bardot, Tony Curtis e Steve McQueen. E poi complice del mitico Diabolik, in versione nero-mistero come il suo personaggio pretende. Anche la Disney ha reso omaggio a questo anniversario inserendo un nuovo personaggio nel suo film Cars 2, uscito proprio a giugno di quest’anno: David Hobbscap, una E-Type di colore British Racing Green, quello classico delle auto sportive inglesi.

il muso della E-Type

Il frontale aggressivo della Jaguar E-Type

Ma perché la E-Type è considerata una delle più famose e desiderate auto di sempre? Per più di un motivo:
innanzitutto, per la sua sinuosa carrozzeria, disegnata dal mago dell’aerodinamica Malcolm Sayer, con quel muso lungo, i grandi cerchi e i suoi due posti che la rendevano l’auto perfetta dei rubacuori, anche se in un secondo momento fu creata anche in versione 4 posti. Quella carrozzeria le ha permesso di raggiungere la velocità massima dichiarata di 150 miglia all’ora, l’equivalente di circa 240 km/h. Un missile, considerata l’epoca. E poi la parte meccanica, con il suo motore 6 cilindri in linea da 3800 cc e 268 cv: era la più veloce del mondo. Al lancio, costava 2.256 sterline, l’equivalente di 42mila euro di oggi. La E-Type è rimasta in produzione per 14 anni, vendendo più di 70mila unità e diventando così la prima auto sportiva di serie in Europa. E non è un caso se questa reginetta di bellezza è esposta nella collezione permanente del MoMA di New York. Di recente, ha fatto clamore la sua presenza nei primi due film della serie Austin Powers (1997, 1999), con la carrozzeria color Union Jack: il folle protagonista, Mike Myers, la chiamava “Shaguar”.
Nell’anno dell’anniversario la casa madre ha organizzato molti eventi e quest’estate la E-Type è stata debitamente celebrata nel tempio della velocità, al Goodwood Revival (16-18 settembre), al blasonato Concorso di Eleganza di Pebble Beach (19-21 agosto), e nello storico Gran premio Old Timer del Nürburgring (12-14 agosto), per citare i più famosi. Una festa in grande stile, adeguata al calibro di una vettura di questo rango.

Il libro da collezione

E-Type: 50 Years of a Design Iconè un libro che gli appassionati di Jaguar, e non solo, non dovrebbero perdere.

Libro 50 anni jaguar e type

Il coffee table dedicato ai 50 anni della E-Type

Perché nelle sue 144 pagine, questo tomo dalla copertina rigida contiene materiale inedito proveniente dagli archivi Jaguar Heritage e nuovi servizi fotografici commissionati per l’occasione, più interviste ai più grandi nomi del design, delle corse e interviste alle celebrities. Tra questi, due grandi piloti del passato, Sir Jackie Stewart e Sir Stirling Moss, e l’anchorman americano Jay Leno, noto appassionato di automobili sportive. È disponibile in due formati: Premium (49£, 54 euro) e Vip (299£, 330 euro), un’edizione limitata e numerata la cui copertina è rivestita con una riproduzione della pelle originale che rivestiva i sedili della E-Type, custodita in un cofanetto.

Una Curiosità: La più costosa al mondo è quella di Pietro Neumark: terminato quest’anno, il restauro di 7000 ore ha riportato in vita la sua E-Type del ‘74. Vale 5 milioni di sterline e ha il 90% dei pezzi originali.

Articolo scritto da: Samuela Urbini

Clicca qui per vedere l’articolo pubblicato su ON di agosto 2011: ON agosto _Jaguar E-Type anniversary

Wall Street: meglio il primo o il secondo?

1 Set

La prima cosa da sapere è che Wall Street: il denaro non dorme mai è un sequel del mitico Wall Street del 1987, ma può essere guardato anche senza aver visto il primo. Per espresso volere del regista Oliver Stone, che non voleva solo un bis.
Il trait d’union tra i due infatti è Michael Douglas-Gordon Gekko, il rampante broker senza scrupoli e finalizzato solo al guadagno a ogni costo che alla fine del primo finiva in carcere e all’inizio del secondo viene rilasciato, dopo aver scontato la pena. Riprende i suoi effetti personali, tra cui un fantastico cellulare dalle dimensioni di un telecomando: qualche anno è passato e il mondo è completamente cambiato, mentre sua moglie lo ha lasciato, suo figlio si è suicidato e sua figlia non vuole più rivolgergli la parola. Un bel quadretto in cui chiunque rivedrebbe qualche passaggio della sua vita.

Michael Douglas Wall street il denaro non dorme mai

L'articolo pubblicato su ON di maggio 2011.

Ma Gekko è Gekko. Il suo monologo sull’avidità del primo film, che non è un’invenzione degli sceneggiatori, ma trae ispirazione da un reale discorso fatto dal finanziere Henry Kravis, fece proseliti tra i rampanti broker di fine anni 80. E lui (come molti simili a lui) ci crede sinceramente, tanto che in Wall Street: il denaro non dorme mai affina questo concetto sostenendo che l’avidità non è solo giusta, ma anche legale. E come il cancro che si è insinuato nel sistema finanziario, fatto di speculazioni e operazioni prive di copertura, manderà in rovina l’economia statunitense.

copertina di on di maggio edward norton

La copertina di ON, il magazine della FastwebTv, di maggio.

A 23 anni dal primo film la storia che si racconta ha delle analogie, ma sarebbe stato del tutto anacronistico non inserire degli elementi in grado di spiegare alcuni dei nuovi meccanismi malati che hanno portato alla crisi finanziaria del 2008, la più grave dopo quella del 1929. “Nel 2008 non era più plausibile che esistessero uomini come Gordon Gekko”, ha spiegato il regista. “Quel personaggio, quel tipo di pirata, non esisteva più, era stato soppiantato dalle istituzioni che, in precedenza, erano soggette a normative e regolamenti rigorosi. In passato, una banca era una banca e una compagnia di assicurazioni era una compagnia di assicurazioni. Nel 2008 tutto ciò è cambiato. Le barriere tra le diverse istituzioni sono state abbattute dalla deregolamentazione attuata durante gli anni 80 e 90”. Nel quadro delle ricerche, Stone e il suo team hanno visitato banche d’investimento e hedge fund, oltre a incontrare un certo numero di personalità di spicco nel mondo della finanza. “Abbiamo parlato con alcuni dei maggiori politici e maghi della finanza”, ha aggiunto il regista. Con un ottimo risultato, tutto da guardare.

Il regista

Questo film è stato girato in 58 giorni da Oliver Stone che, all’uscita del secondo episodio ha dichiarato, circa il primo: “Ho realizzato Wall Street come una storia sulla moralità e credo di essere stato frainteso da molti. È incredibile il numero di persone che, negli anni, mi ha detto: ‘Ho iniziato a lavorare a Wall Street per via del suo film’”.

La sceneggiatura

Per la sceneggiatura di questo film è stato scelto anche un intermediario finanziario accreditato, sedicente “tossico della finanza”: Allan Loeb. Che ha incontrato alcuni dirigenti di hedge fund e funzionari di banca e ha trascorso molto tempo con un ex operatore di Borsa in una delle maggiori società del settore. Douglas ha accettato il ruolo solo dopo aver letto lo script di Loeb.

Il nuovo discepolo

Al posto di Charlie Sheen, che si faceva indottrinare da Gekko nel primo film, troviamo questa volta Shia LaBeouf. “Oliver mi ha detto: ‘Se vuoi girare il film, dovrai darti da fare e studiare’, così sono andato in una società di intermediazioni finanziarie e ho chiesto di aprirmi un conto”. Ha superato il Series 7 Test, l’esame per diventare operatore di Borsa.

Una curiosità

Nel film compare anche Eli Wallach e la suoneria del cellulare del protagonista è il motivetto del film Il buono, il brutto, il cattivo. Fa un cameo anche Charlie Sheen, discepolo di Gekko nel primo Wall Street

Articolo scritto da: Samuela Urbini

Per vedere l’approfondimento sul film di Oliver Stone Wall Street: il denaro non dorme mai pubblicato su ON di maggio: ON maggio Closeup Wall street
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